PROFESSIONE SOLENNE

 

professione solenne

Testimonianza di Sr. M. Domenica della Salus Animarum, o.p. Veglia di Pentecoste – 8 giugno 2019

Innanzitutto un caro saluto da parte mia e della mia Comunità. Siamo tutte molto liete per la vostra presenza alla Veglia di Pentecoste, una delle più belle e ricche di significato per la Chiesa universale e per la nostra Chiesa locale in particolare.

Un ringraziamento per l’attenzione, che confido diventi poi preghiera, per la mia persona. Sto infatti per ultimare la mia preparazione alla Professione Solenne di monaca domenicana che farò domenica prossima, 16 giugno.

Professione solenne significa impegno definitivo di vivere una forma di vita oggi un po’ singolare: prometterò di perseverare per tutta la vita nella sequela di Cristo da monaca domenicana, cioè da suora di clausura secondo il carisma di S. Domenico di Gusman.

Il carisma domenicano finalizzato alla predicazione del Vangelo, si compone di due elementi fondamentali: la contemplazione della Verità e l’annuncio della Verità.

A me è stato chiesto, per vocazione, come lo è stato per le mie Consorelle, di esprimere il carisma domenicano vivendo nel “cuore della Santa Predicazione”.

Molti rimangono un po’ perplessi davanti a una simile vocazione… ma posso dire che quello che ho vissuto fino ad ora è stato ed è frutto della Grazia di Dio.

La mia infanzia, trascorsa tra casa, scuola e parrocchia, è stata come quella di tante mie coetanee. Io ricordo molto bene una forte attrattiva per la Vergine Maria perché mi piaceva molto pregare il Rosario in parrocchia nel mese di maggio. Lo recitavo volentieri anche se non capivo il valore di questa preghiera mariana.

Poco più che adolescente ebbi la fortuna di partecipare ad alcune Mariapoli a Loppiano. Ma dopo poco, ormai giovane universitaria, incominciai ad allontanarmi dalla pratica religiosa… non volevo sentirmi vincolata a nessuno e Dio incominciò a non interessarmi più… Ho continuato gli studi, ho fatto diversi lavori fino a quando – e questo non so esprimerlo a parole – il Signore mi ha afferrata facendomi sentire tutto il vuoto di ciò che andavo cercando.

La sofferenza del disagio interiore si mescolava alla ricerca di senso.

Io posso testimoniare che esiste davvero la Provvidenza, cioè quella presenza discreta e paterna di Dio che conduce le sue singole creature sui sentieri del bene. La Provvidenza mi ha fatto incontrare persone che con delicatezza e pazienza hanno saputo aiutarmi a capire il progetto di Dio. Attraverso i momenti di preghiera con la Comunità monastica e i periodici incontri di formazione e discernimento pian piano si è fatta chiara la mia vocazione e mi sono poco per volta determinata a dire il mio sì.

Nel 2013, a 28 anni, sono entrata in monastero!

La Madre Priora, nei due anni che hanno preceduto il mio ingresso in monastero, mi aiutò a fare un forte discernimento e mi chiese tre cose inderogabili: l’accompagnamento di un padre spirituale, continuare il mio lavoro e dedicarmi a

qualche attività di apostolato gratuito. Tutte che sono riuscita a compiere, compresa la discussione della tesi di laurea, che da tempo avevo lasciato in sospeso.

Entrata nella nuova forma di vita, l’unica cosa che sapevo con certezza e volevo ad ogni costo, era stare col Signore, disponibile a qualunque sacrificio per dedicare tutta la mia vita perché altri potessero incontrarLo. Questo equivaleva, senza che io ancora lo sapessi, a dare la vita per l’annuncio del Vangelo.

Il fuoco che Dio pone in cuore a coloro che chiama a questa forma di vita è irresistibile e inappagabile. Sembra di averlo raggiunto ma in realtà attira sempre di più. Non si può mai dire: ho dato tutto!

Qualcuno potrebbe dirmi: “Ma perché, se ami tanto l’annuncio del Vangelo, non sei partita per le missioni, o non hai scelto una congregazione di vita apostolica?”. La nostra vocazione contemplativa va alla radice di questo annuncio: ne sperimenta il fuoco, ne vive la testimonianza, gode della gioia dell’annuncio fatto attraverso il dono della vita. Qui c’è tutta la vocazione contemplativa-missionaria domenicana.

Altri potrebbero dirmi: “Ma perché proprio la clausura?”.

La clausura è il clima di silenzio, di amore operoso, di purificazione del cuore, di gioiosa intimità con Dio perché la Parola che viene annunciata da ogni predicatore del Vangelo rimanga viva e porti frutto.

In clausura, predichiamo con la vita, proprio come chi va in missione o sale il pulpito o fa catechesi.

Questa predicazione la viviamo anche attraverso la missione ufficiale, consegnataci dalla Chiesa, di pregare la Liturgia delle Ore per cantare le lodi del Signore a nome dell’umanità e dello stesso creato. Benedire, lodare, ringraziare Dio perché è Dio; benedirLo, ringraziarLo, lodarLo non solo a nome nostro, ma a nome di tutti e di tutto; anche di coloro che non possono, o non vogliono, o non sanno farlo.

Domenica 16 giugno mi voterò per sempre a una vita di obbedienza, povertà e castità coniugata strettamente con la vita fraterna che sono stata chiamata a condividere con le mie Consorelle.

La vita fraterna è una palestra quotidiana ed esigente, ma che dà spessore concreto di carità al nostro vivere insieme. La gioia di una è la gioia di tutte, così come le ore di dolore, che non mancano neanche fra le mura del Monastero, sono condivise dall’intera Comunità.

Da ultimo non posso tacere il grande aiuto che in questo mio cammino, non privo di momenti di fatica e di sofferenza, ho ricevuto da una presenza assidua e silenziosa che mi ha sempre accompagnato: la presenza della Madonna, che pregavo pur non sapendo dove mi avrebbe condotta. Confidavo che attraverso la Sua intercessione avrei trovato quello che il mio cuore desiderava e più progredisco nel mio cammino vocazionale più cresce la mia riconoscenza verso di Lei che è stata la porta della mia vocazione.

Nuovo Statuto

 

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MONASTERO DI SAN SIGISMONDO

Cremona 9 maggio 2019- Care Amiche e cari Amici,

a seguito dell’entrata in vigore della legge 117 del 2017, che ha per oggetto il riordino di tutte le ex ONLUS, a breve dovremo modificare anche il nostro statuto introducendo delle nuove norme che il legislatore ha disposto per fare chiarezza in un settore che purtroppo nel tempo aveva inglobato realtà che avevano poco a che vedere con gli scopi che stavano alla base di tutte le organizzazioni ONLUS.

Di tutta le tipologie delle varie ONLUS che sono nate negli ultimi anni, rimarranno in essere solo le vere Associazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale.

La nostra è una Associazione di Promozione Sociale, costituita il 7 aprile 2009, con atto pubblico a rogito del Notaio Dott. Carlo Guardamagna, ed è regolarmente iscritta nel registro delle Associazioni di Promozione Sociale con decreto del 28 marzo 2011.

Le nuove norme che dovremo introdurre ed approvare con apposita Assemblea Ordinaria, entro il 3 agosto p.v., riguardano tutte le attività, i diritti , i doveri, gli aspetti patrimoniali e fiscali che la nostra Associazione dovrà rispettare nel raggiungimento del proprio oggetto sociale.

Pertanto, in attesa della definizione del nuovo testo statutario, sul quale il Consiglio Direttivo e i nostri Revisori stanno lavorando , di concerto con l’Organismo Regionale CSV (ex Cisvol) ed il nostro notaio, per il momento dobbiamo soprassedere nella realizzazione di alcune attività sociali, ivi comprese le nostre gite, che, in futuro, dovranno essere organizzate con il rispetto di tutte le modalità previste dal nuovo statuto.

Siamo quindi costretti a rimandare a data da destinarsi la prossima gita a Pisa che era stata preannunciata nel corso dell’ultima Assemblea del 12 aprile e la cui realizzazione era prevista per la prima quindicina di giugno.

Vi vogliamo però rassicurare che si farà, unitamente a quella di due giorni in Umbria. In merito alle rispettive date Vi intratterremo nelle prossime settimane.

Cogliamo l’occasione per comunicarVi che, a seguito delle votazioni avvenute nell’Assemblea del 12 aprile u.s., i soci eletti si sono riuniti il 6 maggio 2019 designando i seguenti muovi organi sociali per il triennio aprile 2019-aprile 2022:

  • Per il Consiglio Direttivo: presidente Mario Nolli, vice presidente don Andrea Foglia, tesoriere Daniela Decordi, segretario Fausto De Crecchio

  • Per il Collegio dei Revisori: presidente Dott. Marcello Caldonazzo.

Cordiali saluti.

per il Consiglio Direttivo, Mario Nolli

Assemblea ordinaria 12 aprile 2019

 

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MONASTERO DI SAN SIGISMONDO

Assemblea ordinaria 12 aprile 2019

Relazione del Presidente

Care Socie e cari Soci,

ho il piacere di aprire questa Assemblea con i saluti della Priora Madre Lucia e di tutte le monache del Monastero Domenicano di Clausura San Giuseppe.

L’ordine del giorno di questa Assemblea prevede due momenti particolarmente importanti per la nostra Associazione: l’approvazione del rendiconto finanziario 2018 e la rielezione del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori , eletti nell’assemblea del 17 marzo 2016, e venuti a scadere statutariamente dopo il triennio marzo 2016-marzo 2019.

Anche nel 2018, come del resto nei primi mesi del 2019, sono entrati a far parte della nostra

Associazione dei nuovi soci che hanno rimpiazzato quelli che nel frattempo ci hanno abbandonato.

Il numero complessivo, compreso i soci onorari, è ormai consolidato sul centinaio di associati.

Riguardo al primo punto dell’ordine del giorno, passo ad esaminare il rendiconto finanziario 2018, già a vostre mani, che è già stato approvato dal Consiglio Direttivo ed avallato dal Collegio dei Revisori, al cui Presidente passerò la parola al termine della mia relazione.

Rendiconto finanziario 2018:

Le entrate registrate nell’anno 2018 sono ammontate a € 15.478,37 e le uscite a € 10.186,14. L’esercizio 2018 si è aperto con un avanzo di gestione dell’anno precedente di € 2.987,47 e si è chiuso con un avanzo di gestione di € 5.292,23, corrispondente al saldo creditore al 31/12/2018 del conto corrente che la nostra Associazione intrattiene con la Banca Credito Padano Scrl.

Nel dettaglio, fra le entrate figurano quote sociali per € 8.350,00 e proventi diversi per € 4.140,90. Nelle uscite abbiamo, di rilievo, praticamente solo il versamento di € 10.000,00 alla Ragioneria della Curia del saldo del nostro contributo, pattuito con la Diocesi di Cremona, a copertura delle spese sostenute per il rifacimento del sagrato della Chiesa di San Sigismondo. Infine, nelle uscite figurano anche spese di gestione (bancarie, assicurative , Cisvol) per complessivi € 186,14.

Attività sociale:

La nostra Associazione ha gestito le due aperture annuali del Monastero – quella del 1° maggio e quella della terza domenica di settembre- con l’ormai attenta ed efficace organizzazione, assistendo i numerosi visitatori con le giovani e bravissime guide preparate dalla nostra socia professoressa Anna Maccabelli.

Anche se dallo scorso anno è in quiescenza , Anna ha coordinato e gestito con grande maestria i suoi ex allievi e allieve che si sono prestati con passione e competenza nelle due giornate di apertura del Complesso Monastico.

Non possiamo dimenticare di citare anche le amiche “casalinghe” (Rosangela, Rita, Nerina, Dina, Loretta , ed altre) che, proseguendo nella consolidata tradizione, nelle due giornate di apertura si sono prodigate ad offrire a tutti i visitatori apprezzatissimi ricordini e gustosi prodotti dolciari , creando un clima di sincera e calorosa ospitalità. Sicuramente il successo delle aperture del Monastero è da attribuire anche alla loro generosa presenza.

Gite sociali:

Tre, come in passato, le nostre gite sociali annue. La loro finalità è duplice: arricchimento culturale e spirituale dei soci, ed occasione per consolidare la nostra amicizia e vivere , insieme , lo spirito di appartenenza e condivisione dei valori che ci hanno spinto ad aderire alla nostra Associazione.

Don Andrea, con la sua consueta passione e profonda cultura , ci ha guidati, in febbraio, a scoprire la Certosa di Garegnano in Milano, ad ammirare l’Oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso ed a stupirci nella splendida Cappella Zavattari, di recente ristrutturata , nel Duomo di Monza. In giugno siamo stati a Mondovì dove, nella chiesa di San Lorenzo, abbiamo visto lo straordinario ciclo pittorico, definito la cappella sistina del Piemonte. Abbiamo poi visitato il Palazzo Vescovile con i suoi tesori, che abbiamo potuto visitare grazie al benevolo consenso del Vescovo di Mondovì, Monsignor Miragoli, amico personale di Don Andrea. Nel pomeriggio abbiamo infine visitato il grandioso complesso del Santuario di Vicoforte dove sono ospitate le tombe dei Savoia. In ottobre abbiamo effettuato la gita di due giornate a Trieste, Cividale del Friuli e Udine. Il primo giorno abbiamo visitato il Castello di Miramare e la Cattedrale di San Giusto. Dopo il pernottamento nel lussuoso Hotel Savoia Excelsior (che siamo riusciti a prenotare a prezzi estremamente contenuti nonostante le numerose stelle), il giorno dopo, a Cividale, siamo entrati nel Tempietto Longobardo e, a Udine, siamo rimasti affascinati dalla ammirazione degli affreschi del Tiepolo nel Museo Vescovile.

Don Andrea si è reso disponibile, anche per il 2019, ad accompagnarci nelle già programmate tre gite sociali annue, una delle quali l’abbiamo già effettuata a metà marzo con meta Mirandola e Modena. A Mirandola abbiamo visitato il Complesso Abbaziale Benedettino ed il Museo Diocesano , mentre a Modena don Andrea ci ha fatto scoprire la ricchezza architettonica del Duomo, coevo di quello della nostra Cremona. Le altre due gite verranno effettuate in giugno, la prima, con destinazione Pisa, e la seconda , per fine settembre, inizio ottobre, della durata di due giorni, in cui andremo a scoprire i più bei borghi dell’Umbria (Foligno-Montefalco e, forse, Assisi)

Progetti a supporto della Chiesa di San Sigismondo:

Dopo il rifacimento del sagrato, obiettivo al quale la nostra Associazione ha dato un contributo fondamentale coprendo la metà dei relativi costi , nella scorsa assemblea “natalizia” è stato deliberato di contribuire , sempre al 50%, alla copertura delle spese che la Diocesi sosterrà per la realizzazione della bussola di ingresso della Chiesa di San Sigismondo.

Il progetto è stato curato dal nostro socio Architetto Franco Cristofoletti e l’autorizzazione della Sovraintendenza ai beni culturali dovrebbe essere ormai imminente. Non appena arriverà si procederà alla valutazione dei preventivi per l’assegnazione della realizzazione dell’opera. Il costo complessivo non dovrebbe superare i 40.000,00 euro e, pertanto, il nostro contributo ammonterà ad un massimo di € 20,000 che copriremo, come da accordi già pattuiti con l’Economo della Diocesi, in due esercizi: 10.000 euro nel 2019 e i restanti nell’anno successivo.

Altre attività culturali:

Quest’anno ricorre il decennale della costituzione della nostra Associazione, avvenuta nello studio del Notaio Guardamagna esattamente il giorno 7 aprile 2009. Per celebrare degnamente questo importante traguardo abbiamo l’obiettivo di realizzare un ciclo di conferenze centrato sulla nascita e realizzazione del complesso di San Sigismondo, nel suo contesto storico, culturale e religioso del tempo. Con il contributo determinante di Don Andrea, verranno individuati i relatori . Sarà un prezioso omaggio culturale che la nostra Associazione offrirà ai cremonesi e non solo. Ovviamente il successo di questa grande iniziativa dipenderà essenzialmente dal contributo personale del maggior numero possibile di soci in grado di offrire le loro competenze e la loro collaborazione .

Rinnovo cariche sociali:

L’altro punto importante dell’ordine del giorno di questa Assemblea è l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori. Il triennio di durata della loro carica è venuto a scadere il mese scorso e pertanto siamo chiamati a procedere alla votazione dei nuovi candidati per entrambi gli organismi. Successivamente gli eletti sceglieranno al loro interno le nuove cariche sociali.

Intervento della Priora Madre Lucia:

Dopo le votazioni e prima della nostra messa “pasquale” avremo il piacere di seguire l’intervento di Madre Lucia che, proseguendo nel ciclo di incontri con gli associati, iniziato in occasione dell’assemblea “pasquale” dello scorso anno, questa volta ci proporrà una riflessione sul secondo pilastro su cui si fonda la vita claustrale delle nostre monache : “ vita dedicata alla solenne lode a Dio”.

Conclusioni:

Chiudo il mio intervento passando la parola al Presidente del Collegio dei Revisori, dopo di che vi chiederò di esprimervi sul rendiconto finanziario dell’anno 2018 , mi auguro con l’approvazione dell’operato del Consiglio Direttivo, che ha chiuso anche questo triennio, ringraziando tutti i soci per la sentita partecipazione alla vita della nostra Associazione. Consentitemi, infine, di invitarvi a sostenere l’Associazione, avvicinando nuovi iscritti fra la cerchia dei vostri amici e parenti per dare sempre più risorse personali e materiali nello spirito di migliorare sempre di più la possibilità di concretizzare gli obiettivi statutari “l’Associazione si prefigge di valorizzare e promuovere la conoscenza, la tutela, e la salvaguardia del complesso monastico di San Sigismondo, in collaborazione con la comunità monastica che lo abita e custodisce”.

Dopo la Santa Messa, celebrata dal cappellano Don Giampaolo, ci ritroveremo qui in parlatorio San Giuseppe per scambiarci gli auguri di Buona Pasqua, con un piccolo brindisi e una fetta di colomba.

Associazione Amici del Monastero di

San Sigismondo

Il Presidente-Mario Nolli

Cremona, 12 aprile 2019

Quaresima 2019 – Madre Lucia

 

Incontro con l’Associazione “Amici del Monastero di S. Sigismondo” 12 aprile 2019

Dedicate alla lode solenne di Dio

Per proseguire nella conoscenza della forma di vita delle monache domenicane, oggi poniamo la nostra attenzione sul “compito principale” che ci ha affidato la Chesa, e che a noi sta molto a cuore: la celebrazione della lode solenne di Dio.

Così recitano le nostre Costituzioni al n. 75:

Elette all’Ufficio della lode divina , le monache, insieme a Cristo, rendono gloria a Dio per l’eterno disegno della sua volontà;

supplicano il Padre delle misericordie per tutta la Chiesa e per le necessità e la salvezza di tutto l’universo;

perciò la solenne celebrazione della Liturgia costituisce il fulcro e l’anima di tutta la nostra vita e trova in essa il primo fondamento della sua unità”.

Queste citazioni, anche se parziali aiutano a comprendere il valore spirituale che ha la celebrazione solenne della lode di Dio nella nostra vita claustrale.

Elette all’Ufficio della Lode divina…”: c’è una chiamata, una elezione sublime da parte di Dio, senza nostro merito, a cui ogni giorno cerchiamo di dare una puntuale e amorosa risposta.

Tanta preghiera di lode e di supplica nascosta nel cuore della Chiesa e in particolare nel cuore di molte donne che come noi hanno rinunciato alle nozze umane e alla maternità fisica, per vivere più intensamente il mistero della maternità spirituale, forma (questa preghiera) lo spessore più alto della nostra vita contemplativa.

Iniziamo alle 5.30 del mattino e terminiamo alle 21 a ritmi scanditi secondo una successione logica ispirata alla santificazione del tempo. E questo ogni giorno. Noi sospendiamo qualsiasi occupazione e ci poniamo insieme “coram Deo” alla presenza di Dio, per cantare le Sue lodi a nome di tutti gli uomini.

Il nostro è un canto orante che esprime fede in Dio, adorazione della Sua divina maestà, supplica di aiuto, richiesta di perdono, rendimento di grazie.

Forse pochi immaginano quale carico di affanni e di dolore viene deposto alla grata del monastero, e quanto sia intenso il nostro coinvolgimento nella vita dei fratelli. Noi siamo state consacrate al ministero della preghiera, e nella nostra vita avviene come un continuo far nascere figli spirituali a Dio.

La clausura ci separa da un mondo in travaglio, ma che viene da noi

spiritualmente registrato nel silenzio, nell’ascolto della Parola, nell’Eucaristia.

Ogni giorno infatti partecipiamo alla Santa Messa conventuale – detta così perché Eucaristia di tutta la comunità – dove i sentimenti di Cristo ci vengono partecipati, e il travaglio del mondo portato in noi viene deposto nel Suo Cuore.

Noi abbiamo il dono di sperimentare la compagnia di Cristo che per noi prega il Padre, con noi Lo supplica, in noi Lo invoca, come scrive S. Agostino. La Sua presenza è la nostra gioia.

A noi monache, come ai monaci e ai sacerdoti, la Chiesa dà il compito di celebrare ogni giorno (o partecipare) alla santa Eucaristia e la Liturgia delle Ore con Cristo e a nome di tutti gli uomini; di quelli che non possono, non sanno, non vogliono farlo; a nome anche dello stesso creato al quale prestiamo le nostre voci, i nostri cuori, le nostre menti…

Benedite opere tutte del Signore il Signore!

Lodatelo, esaltatelo…”.

Con e attraverso le nostre povere persone abitate da Cristo, che ha portato in terra la lode del Cielo, offriamo a Dio il grazie più bello per ogni Suo dono. E questo ogni giorno dell’anno…estate e inverno…sempre!

Davvero grande, sublime la nostra vocazione contemplativa, anche se portata in vasi di creta; Dio si impegna di custodirla per mezzo della Madonna, sempre presente nella nostra vita quotidiana.

Altri ricevono vocazioni diverse: servire i poveri, i piccoli, gli ammalati, gli immigrati. Ogni vocazione è mossa dall’amore del Signore che chiama. A noi è stato chiesto di dare a ogni uomo un’anima che loda Dio.

Le Monache domenicane di S. Sigismondo

APERTURA DEL MONASTERO 16 SETTEMBRE 2018

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MONASTERO DI SAN SIGISMONDO

Apertura del Monastero del 16 settembre 2018

Cremona 11 settembre 2018-

Care Amiche e cari Amici ,

finite le vacanze, riapriamo l’attività della nostra Associazione con un appuntamento estremamente importante :

domenica 16 settembre 2018

ci sarà la seconda apertura annuale al pubblico del Monastero di San Sigismondo, in concomitanza con l’anniversario della dedicazione della Chiesa avvenuta, per volere del Vescovo Speciano, il 15 settembre 1600.

Si tratta di un evento molto sentito dai fedeli e dai visitatori, provenienti da diverse città sia lombarde che delle regioni vicine .

Gli orari dell’apertura saranno i seguenti: mattino 9-10,30 / pomeriggio 14-17,30.

La nostra Associazione offre a tutto il pubblico la possibilità di effettuare la visita con l’assistenza culturale di bravissime guide preparate dalla nostra socia professoressa Anna Maccabelli, autrice anche della guida della Chiesa e del chiostro di San Sigismondo. Le visite guidate dureranno 30 minuti l’una.

Come sempre, ci aspettiamo un numero cospicuo di visitatori e, pertanto, è importante che un significativo numero di soci si metta a disposizione per un’ottima riuscita della giornata.
Con l’occasione, informo tutti i soci che recentemente la comunità monastica domenicana del Monastero San Giuseppe, venuto a scadere il triennio di priorato di Madre Lucia, all’unanimità l’ha confermata per il prossimo triennio alla sua guida.

Interpretando sicuramente anche il vostro pensiero, ho rivolto a Madre Lucia le più vive felicitazioni da parte di tutti quanti i soci.
Ricordo, infine, a tutti i soci che si sono iscritti alla prossima gita a Trieste-Cividale-Udine dei giorni 16 e 17 ottobre p.v. a giorni riceveranno il programma dettagliato del viaggio.

Vi aspetto numerosi a San Sigismondo domenica 16 settembre. Un cordiale saluto,
Mario Nolli

2018 Invito San Domenico

 

Le Monache Domenicane sono liete di invitare tutti

alle celebrazioni della solennità di San Domenico loro fondatore

Tutto di Dio nel nome e nella vita, amasti i confratelli e tutti gli uomini:

la verità di Dio che tu insegnasti fa’ che sia nuova ed efficace in noi”.

dalla liturgia domenicana

Domenica 5 agosto 2018

Celebrazioni solenni presiedute

da Padre Riccardo Barile, o.p.

priore del Convento di Fontanellato (Pr)

Ore 11,00 S. Messa solenne

.Ore 17,00 Secondi Vespri solenni

Mercoledì 8 agosto 2018

Ore 7,00 S. Messa in onore di San Domenico

Nel ricordo dell’amicizia tra San Domenico e San Francesco

presiede un Frate Cappuccino del Convento di via Brescia

Sono invitati i sacerdoti della città

Ore 18,00 Canto dei Vespri

Gita a Mondovì

 

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MONASTERO DI SAN SIGISMONDO

Care Amiche e cari Amici,

in questi giorni abbiamo definito con Don Andrea la destinazione del secondo viaggio culturale di quest’anno. Andremo a Mondovì a visitare due siti straordinari: La Chiesa di San Fiorenzo a Bastia e il Santuario di Vicoforte.

Il giorno della gita è stato fissato per giovedì 14 giugno 2018 con il seguente programma:

  • Ore 7,30 (puntualissimi), partenza del pulman dal piazzale di San Sigismondo

  • Ore 10,30 arrivo a Bastia di Mondovì con visita alla Chiesa di San Fiorenzo, definita la cappella sistina del piemonte. Ammireremo un esteso (326 mq) ciclo pittorico- Biblia Pauperum- realizzato da autori vari nel XV secolo, mirabilmente conservato.

  • Ore 12,30 pranzo a Vicoforte presso il ristorante Casa Regina Montis Regalis con menù tipico piemontese.

  • Ore 14,30 Visita al Santuario di Vicoforte, gioiello architettonico costruito a partire dalla fine del ‘500 per ospitare le tombe dei Savoia.

  • Ore 15,30 Visita alla città di Mondovì E’ previsto anche un saluto al Vescovo Mons. Munari, amico di Don Andrea.

  • Ore 17 partenza per il rientro a Cremona previsto per le ore 20 circa.

Il prezzo della gita, compreso viaggio, ristorante e ingressi, è stato fissato in euro 60,00 per partecipante che verrà raccolto da Daniela sul pulman.

Come di consueto, le adesioni sono riservate ai soci dell’Associazione e dovranno essere comunicate al sottoscritto, alla Daniela Decordi, a Fausto De Crecchio e Marco Soldi. Verrà data priorità in ordine alla data di adesione.

Cordiali saluti

Mario Nolli

Cremona, 23 maggio 2018

Intervento di Madre Lucia

 

Per conoscere meglio le Monache Domenicane

Intervento di Madre Lucia Soncini all’incontro degli “Amici”

23 marzo 2018

Un caro saluto e augurio a tutti gli “Amici del Monastero di San Sigismondo”. Saluti e auguri non solo miei, ma di tutte le mie Consorelle. Quando, infatti, una monaca è richiesta in parlatorio come ora, non svolge un compito a titolo personale, ma esprime la sua intera Comunità che, anche se non presente fisicamente, è ugualmente coinvolta in maniera vera e profonda con la Sorella che la rappresenta. Questo accade perché la vita domenicana è essenzialmente una vita di fraternità condivisa nella Comunità. Così, infatti, chiede la nostra Regola: “Riunite insieme, per abitare in piena concordia nella stessa casa e avere un’anima sola e un cuore solo in Dio”, noi monache, 24 ore al giorno, abbiamo come primo impegno la realizzazione di questo ideale di unanimità protesa verso Dio.

Per conoscere almeno un po’ le Monache Domenicane, è bene sintetizzare alcuni punti della vita del Fondatore del nostro Ordine, San Domenico di Gusman.

Domenico nasce in una famiglia blasonata della Spagna, nell’anno circa 1170. La madre Giovanna, ottima cristiana, lo educa alla fede insieme al fratello Mannes, che diverrà lui pure frate domenicano, venerato come beato. Domenico viene introdotto agli studi da uno zio sacerdote e da lui incamminato verso la vita clericale. Una volta ordinato sceglierà la vita canonicale presso la cattedrale di Osma.

È contemporaneo di Francesco d’Assisi, col quale si incontrerà a Roma quando i rispettivi Ordini staranno per muovere i primi passi nella Chiesa, ma le due vocazioni si differenziano nella modalità del loro servizio ecclesiale.

Domenico accompagna il suo Vescovo Diego in viaggi attraverso l’Europa che oggi diremmo diplomatici. Insieme hanno modo di conoscere la nefasta diffusione dell’eresia catara che infesta i Paesi del Nord e dilaga per l’ignoranza del Vangelo a causa l’insufficienza di predicatori della Verità. La Chiesa era in grave decadenza: gli errori dottrinali e morali dilagavano senza argini. Il Vescovo Diego e il canonico Domenico si sentono chiamati, più che ad azioni diplomatiche, al coraggio dell’evangelizzazione secondo uno stile di vita povero, ad imitazione degli Apostoli.

Il Papa aveva già inviato a suo tempo predicatori preparati per una missione rivolta agli eretici: erano Abati con tutto il loro seguito di monaci e laici che purtroppo, pur con buone intenzioni, avevano più l’assetto di conquistatori o di crociati che di evangelizzatori. Gli eretici non prestavano orecchio a questi inviati papali: i loro carri e i loro cavalli coi rispettivi seguiti di servi non davano garanzia di fedeltà al Vangelo. I predicatori dell’eresia, invece, ostentavano una apparente povertà e riscuotevano ampi consensi e adesioni.

Domenico comprende il nodo del problema e si determina a predicare in povertà e umiltà, in modo itinerante e indefesso il Vangelo di Verità non per conquistare territori ma solo per portare alle coscienze la luce di Cristo che libera e che salva. Inizia così, col vescovo Diego, un intenso lavoro di annuncio e di apostolato. Ben presto egli comprende per esperienza diretta che l’evangelizzazione ha bisogno della Grazia di Dio che sola apre i cuori di chi ascolta.

Domenico aveva aiutato alcune donne a convertirsi dall’eresia e le aveva associate al suo ministero perché, con la preghiera e una fervente vita cristiana, fossero come le mani alzate a Dio per ottenere docilità e apertura al Vangelo quando veniva predicato. È questo il primo nucleo di donne, ubicato a Prouille, in Francia, nel cuore della zona infestata dall’eresia, che diverrà nel 1206 il monastero domenicano di Santa Maria. L’Ordine fondato da San Domenico nasce pertanto con le Monache.

Altri frati poi si uniranno a lui per una vita itinerante ed evangelica, ma solo nel 1216 essi avranno l’approvazione pontificia col nome ufficiale di Frati Predicatori.

Come può una comunità di monache che pregano per una missione non espletata direttamente da loro, che vivono ritirate dal mondo, in silenzio, essere parte integrante di un Ordine apostolico detto “dei Predicatori”?

La nostra predicazione è essenzialmente una “predicazione di vita” che si propone per il fatto stesso che esiste in un determinato tempo e luogo.

Un monastero innanzitutto “predica” o annuncia che Dio esiste! In un mondo in cui serpeggia sempre più la tentazione dell’idolatria – cioè l’adorazione di esseri o cose che non sono Dio – esso dice con forza la bellezza di riconoscere Dio come Creatore e Signore e di dedicarsi a Lui con gioia in modo totalizzante e per sempre.

Su questa terra sono importanti tante cose: il sapere, la salute, la famiglia, il lavoro, i soldi, ecc. e possono essere lecitamente perseguite secondo un progetto razionale e – per chi ha fede – anche religioso. Tutte queste cose, però, per quanto buone, giuste e belle, non sono Dio. Quindi non vanno adorate!

Da questo principio fondamentale nasce uno stile di testimonianza che rende la vita monastica una predicazione in atto, fatta non tanto di parole quanto di esempio.

Accennavo sopra alla nostra vita fraterna in Comunità: anche questa resta per noi un annuncio permanente della possibilità di vivere il comandamento dell’amore e di attuarlo in tutte le sue esigenze. Predicazione non facile, ma indubbiamente efficace, innanzitutto per noi che la viviamo, e poi per chi in qualche modo viene a contatto della Comunità.

San Domenico e i suoi Frati, come dicevo, si proposero di predicare il Vangelo mendicando giorno per giorno il pane della Comunità. Anche per le sue monache il Fondatore scelse una povertà volontaria, una povertà di spirito fatta di somma sobrietà e di dipendenza dalla Provvidenza e di uso comune di tutte le cose; una povertà che testimonia la possibilità di vincere la cupidigia a imitazione di Cristo che “da ricco che era si è fatto povero” e che quindi predica al di là e più di tanti discorsi.

Altra “predicazione” tipicamente monastica è la nostra preghiera quotidiana alla quale riserviamo dalle 6 alle 7 ore al giorno. È una preghiera bella, solenne, fatta sempre con la Chiesa e a nome di tutta la Chiesa, anche quando siamo sole nel cuore della notte. È proprio in queste ore che sperimentiamo l’ampiezza della nostra vocazione perché possiamo abbracciare il mondo intero così com’è davanti agli occhi di Dio e intercedere per esso.

Questa è una delle espressioni più alte della nostra femminilità: donne consacrate sì all’amore di Dio, ma anche pienamente donne consacrate all’amore degli uomini nostri fratelli. Non ha importanza che essi lo sappiano o no: chi opera non siamo noi ma è Dio stesso!

Ci tengo a sottolineare che siamo donne consacrate all’Amore, cioè donne che sperimentano la verità della donazione gratuita a Dio e – attraverso Dio – a chi più ha bisogno della Sua misericordia, donne che per Grazia sperimentano la bellezza della maternità spirituale in tutte le sue sfumature, e che ha il potere di conservarci sempre giovani!

Questo vorrebbe dissipare un certo dire che in Monastero si va per stare quiete e in pace, senza fastidi…. Se così fosse, noi non potremmo avere un’apertura interiore a 360o come lo esige la nostra vocazione domenicana che percorre le vie del mondo per annunciare Cristo unico nostro Salvatore.